L’elettricità è vita se c’è sicurezza

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Si può parlare di «elettricità sicura»?

Sì, ma a patto di rispettare sempre le norme di sicurezza.

 

Usiamo tutti i giorni l’elettricità senza pensare ai pericoli che comporta perché la consideriamo sicura.

Questo ci fa però «dimenticare» che l’elettricità è sicura solo se la usiamo in maniera intelligente.

La fretta ci può indurre a sottovalutare i pericoli e a ignorare le norme di sicurezza.

Un difetto apparentemente insignificante di un cavo può avere esiti fatali. Inoltre, l’elettricità è invisibile e inodore e i pericoli sono poco evidenti. Anche questo può far sì che non valutiamo correttamente i rischi elettrici.

Quali sono le situazioni di pericolo più frequenti?

Si ha una situazione di pericolo quando una persona tocca un elemento sotto tensione, ad esempio quando:

  • manca una copertura
  • le coperture e gli alloggiamenti sono danneggiati
  • gli apparecchi sono difettosi
  • la testa del fusibile è danneggiata
  • non si procede con la dovuta cautela durante la sostituzione di lampadine o di fusibili
  • si entra in contatto con conduttori scoperti o con elementi sotto tensione
  • vengono scoperti elementi sotto tensione, ad esempio rimuovendo coperture, elementi dell’alloggiamento

 

Se si toccano elementi sotto tensione, l’esito è fatale soprattutto se sussiste un buon collegamento verso terra, ad esempio quando ci si trova vicino all’acqua o a piedi nudi su un prato bagnato o sul pavimento.

Tre tipi di infortunio

Elettrocuzione: quando una persona tocca un elemento sotto tensione, la corrente ne attraversa il corpo con conseguenti ustioni e alterazioni del ritmo cardiaco. Il pericolo è proporzionale all’intensità della corrente e alla durata del passaggio.

Ustioni: sono causate da temperature superficiali troppo elevate o da archi elettrici.

Infortuni secondari: provocati da elettrocuzione o ustioni, ad esempio quando una persona, dopo aver subito un’elettrocuzione si ferisce cadendo da una scala.

Last modified: Giugno 12, 2026